SINODO

 

SINODO PER LA REGIONE PANAMAZZONICA
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Si è concluso ieri, sabato 26 ottobre, il Sinodo Speciale convocato dal Papa il 15 ottobre con il seguente obiettivo: trovare nuove vie per l'evangelizzazione di quella porzione del popolo di Dio, in particolare le persone indigene, spesso dimenticate e senza la prospettiva di un futuro sereno, anche a causa della crisi della foresta amazzonica, polmone di fondamentale importanza per il nostro pianeta"


"Nuovi Cammini per la Chiesa
e per un'ecologia integrale"


Il documento finale dell'Assemblea Speciale per la Regione Panamazzonica è stato diffuso nella stessa sera del 26 ottobre (giornata conclusiva del Sinodo) per volere dello stesso Papa. Un documento ricco di riflessioni, di denunce, di proposte, di innovazioni pastorali per l''Amazzonia, chiamata anche Panamazonìa, è un vasto territorio con una popolazione stimata di 33.600.000 abitanti, di cui tra 2 e 2,5 milioni sono indigeni.
Questo spazio comprende 9 paesi: Bolivia, Perù, Ecuador, Colombia, Venezuela, Brasile, Guyana, Suriname e Guyana francese.

"CONVERSIONE" è la parola chiave del documento. Il Documento parla di quattro conversioni:

1. Conversione integrale. Una vita semplice e sobria, sullo stile di san Francesco d'Assisi, che si relazioni in modo armonico con la "casa comune" creata da Dio. Questo perché l'Amazzonia ha una voce che è un messaggio di vita e si esprime attraverso una realtà multietnica e multiculturale dai volti variegati il cui stile di vita è il "buon vivere" e il "fare bene". Vivere in armonia con se stessi, con gli esseri umani e con l'essere supremo.
Ma un forte grido sale da parte della terra e da parte dei poveri per i tanti dolori e le tante violenze che oggi feriscono e deformano l'Amazzonia.
L'emigrazione è il frutto anche di queste violenze e di queste ferite. Per questo la Chiesa esorta a creare equipe missionarie che, in coordinamento con le parrocchie, si occupino di questo aspetto, offrendo liturgie inculturate e favorendo l'integrazione di tali comunità nelle città.

2. Conversione pastorale. La Chiesa in Amazzonia deve essere missionaria; deve essere "samaritana" per andare incontro a tutti; deve essere "maddalena" ossia amata e riconciliata per annunciare con gioia Cristo Risorto; dovrà essere "mariana" perché generi figli alla fede e, infine, "inculturata" tra i popoli perché deve servire, non colonizzare. La Chiesa rifiuta nettamente un'evangelizzazione in stile colonialista e rifiuta il proselitismo, in favore di un annuncio inculturato che promuova una Chiesa dal volto amazzonico, in pieno rispetto e parità con la storia, la cultura e lo stile di vita delle popolazioni locali.
Già tanti missionari hanno dato la vita per trasmettere il Vangelo in Amazzonia. Oggi la Chiesa vuole continuare ad ascoltare i popoli amazzonici esercitando ancora la sua attività profetica in modo trasparente.
Grande importanza, in questo contesto, ha il dialogo ecumenico e interreligioso. Sono molti i gruppi cristiani presenti in Amazzonia e occorre un grande dialogo ecumenico tra di loro, ma anche un dialogo interreligioso con le religioni indigene e con i culti afro-discendenti; un dialogo che deve favorire la difesa della "casa comune".
Importante la pastorale urbana, con uno sguardo particolare alle famiglie: nelle periferie cittadine esse patiscono la povertà, la disoccupazione, la mancanza di alloggi e hanno numerosi problemi di salute. La Chiesa propone un "ministero dell'accoglienza" per una solidarietà fraterna con i migranti, i rifugiati, i senzatetto che vivono nel contesto urbano. In tutto questo hanno una grande importanza le comunità ecclesiali di base.

3. Conversione culturale. I cristiani devono saper anche imparare dall'altro, dai popoli amazzonici che, con i loro "profumi antichi" che contrastano la disperazione che si respira nel continente e con i loro valori di reciprocità, solidarietà e senso di comunità, offrono insegnamenti di vita e una visione integrata della realtà capace di comprendere che tutto il creato è connesso, garantendo perciò, una gestione sostenibile. Occorre difendere la terra; difesa che non ha altro scopo se non quello di difendere la vita. Tale difesa si basa sul principio evangelico della difesa della vita e della dignità umana. Dignità che deve essere richiesta per le popolazioni indigene in isolamento volontario (Piav) o in isolamento e contatto iniziale (Piaci).

4. Conversione ecologica. La cura pastorale della natura deve essere collegata alla giustizia per i più poveri e svantaggiati della terra. L'ecologia integrale deve essere intesa come l'unico cammino possibile per salvare la regione dall'estrattivismo predatorio, dallo spargimento di sangue innocente e dalla criminalizzazione dei difensori dell'Amazzonia. Deve essere favorito il ruolo centrale del bioma amazzonico per l'equilibrio del pianeta. Gli agenti pastorali e i ministri ordinati devono essere formati a questa sensibilità socio-ambientale sull'esempio dei martiri dell'Amazzonia; l'idea è quella di creare ministeri per la cura della casa comune.
Il Sinodo propone la definizione del "peccato ecologico" come un'azione o un'omissione contro Dio, contro il prossimo, la comunità e l'ambiente, le future generazioni e la virtù della giustizia. Inoltre, per riparare il debito ecologico che i Paesi hanno con l'Amazzonia si suggerisce la creazione di un fondo mondiale per le comunità amazzoniche, così da proteggerle dal desiderio predatorio di aziende nazionali e multinazionali.

Infine, il Sinodo traccia nuovi cammini di conversione sinodale.
Si vuole dare nuova spinta al laicato e alla vita consacrata. La sinodalità, la comunione, è espressione della Chiesa tutta. La sinodalità si traduce, in continuità con il Concilio Vaticano II, con la partecipazione del laicato, sia nella consultazione che nella presa di decisioni nella vita e nella missione della Chiesa; questa partecipazione va rafforzata e ampliata a partire dalla promozione e dal conferimento di ministeri a uomini e donne in modo equo. Si propone anche di affidare, in Amazzonia, con un incarico a tempo determinato e in assenza di sacerdoti, l'esercizio della cura pastorale della comunità ad una persona, non sacerdote, che sia membro della comunità stessa.
Ampio spazio viene dato alle donne. La madre terra è donna; nel mondo indigeno le donne sono una presenza vivente e responsabile della promozione umana. Si auspica una revisione del Motu Proprio "Ministeria quaedam" di san Paolo VI, affinché donne adeguatamente formate e preparate possano ricevere i ministeri del lettorato e dell'accolitato e, in quei contesti in cui le comunità cattoliche sono guidate da donne, si chiede la creazione del "ministero istituto di donna dirigente di comunità". Il Sinodo mette inoltre in luce come dalle numerose consultazioni in Amazzonia sia stato sollecitato il diaconato permanente per le donne", tema che era già emerso con la "Commissione di studio sul diaconato delle donne" creata da papa Francesco nel 2016.
Si parla di formazione per i diaconi permanenti, scandita da studio accademico e pratica pastorale, nella quale siano coinvolti anche moglie e figli del candidato al diaconato permanente. Si insiste anche sulla formazione dei sacerdoti che deve essere inculturata.
Poiché molte comunità ecclesiali del territorio amazzonico hanno enormi difficoltà ad accedere alla partecipazione all'Eucarestia, addirittura possono passare mesi o anni prima che un sacerdote torni in una comunità per celebrare la messa o offrire i sacramenti della Riconciliazione e dell'unzione degli infermi, il Sinodo, pur rimarcando l'apprezzamento del celibato come dono di Dio, propone di stabilire criteri e disposizioni da parte dell'autorità competente, per ordinare sacerdoti uomini idonei riconosciuti della comunità, che abbiano un diaconato permanente fecondo e ricevano una formazione adeguata per il presbiterato, potendo avere una famiglia legittimamente costituita e stabile, per sostenere la vita della comunità cristiana attraverso la predicazione della Parola e la celebrazione dei sacramenti nelle zone più remote del'Amazzonia.
Alcuni padri sinodali si sono espressi perché questo possa avvenire anche al di fuori dell'Amazzonia.
Si chiede anche che si formi una commissione competente per studiare l'elaborazione di un rito amazzonico che "esprima il patrimonio liturgico, teologico, disciplinare e spirituale dell'Amazzonia", aggiungendolo ai 23 riti già presenti nella Chiesa cattolica.
 

fonte:
https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2019-10/sintesi-documento-sinodo-chiesa-alleata-amazzonia.html
Per un maggiore approfondimento:
http://www.sinodoamazonico.va/content/sinodoamazonico/it/documenti.html